Che cosa è la cessione del credito?

La cessione del credito prevista dall’art.121 consiste nella possibilità, per il cliente che ha sostenuto le spese, di attualizzare immediatamente il valore dell’incentivo cui avrebbe diritto, cedendolo ad un soggetto terzo. La novità del decreto in questione è quella di consentire che tale soggetto terzo sia una banca o una società finanziaria, e cioè che detto diritto possa essere monetizzato. Al contrario, le normative in essere escludevano banche e finanziarie dalla possibilità di acquisire il credito, che doveva necessariamente rimanere nell’ambito della catena di fornitura.

Se cambio la caldaia con una adeguata pompa di calore, occorre sempre ricorrere a un progettista termotecnico o basta il termotecnico che redige l’APE e che suggerisce anche gli interventi da eseguire?

Pur mancando oggi il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate e di due decreti del Ministero dello Sviluppo Economico in merito all’art. 119, riteniamo in via prudenziale che sia meglio affidarsi sempre ad un professionista, anche per capire quali misure di efficientamento energetico siano le migliori, caso per caso.

Per poter usufruire dell’aliquota al 110% sugli infissi si deve per forza effettuare un lavoro “trainante” come ad esempio il cappotto termico. Dovendo fare tetto, cappotto termico e sostituzione infissi, gli importi a disposizione sono 60000 euro per tetto e cappotto termico + altri 60000 per gli infissi? Oppure la spesa per gli infissi deve rientrare nei 60000 a disposizione per cappotto e tetto?

Ogni categoria di intervento di efficientamento energetico, contemplato dall’Ecobonus 110%, conserva i propri massimali di pertinenza, sempre a condizione che tale intervento venga effettuato congiuntamente ad almeno uno degli interventi primari (cappotto, caldaia).

Nel caso di un’unità immobiliare, è possibile ottenere il salto di due classi energetiche installando un adeguato impianto per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore e nuovi serramenti ad alta efficienza energetica?

Solo un termotecnico che analizza l’edificio dal vivo può fornire una risposta corretta sull’ammissibilità e l’efficacia dell’intervento. Vi saranno casi in cui l’evidenza sarà immediata, sia in senso positivo che negativo. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, e viste le notevoli cifre in gioco, varrà la pena di commissionare un apposito studio in dettaglio, con tanto di assunzione di responsabilità.

Quali dovranno essere i valori di trasmittanza termica che gli infissi dovranno rispettare in questo caso?

I valori dovranno essere quelli attualmente previsti per l’ottenimento dell’Ecobonus 110%. 

Tuttavia il decreto richiama l’emanazione di apposito provvedimento, per altro già atteso da tempo, in cui potrebbero essere presenti delle novità in merito.

Premesso che i serramenti sono proprietà privata, nell’ambito di un intervento complessivo che dà diritto all’ecobonus 110 % potrà il proprietario del singolo appartamento sostituire in maniera autonoma i propri infissi e accedere all’Ecobonus 110 %?

Probabilmente sì, purché il lavoro sia eseguito congiuntamente all’intervento complessivo che dà diritto all’Ecobonus 110%. Tuttavia, per questo ed altri dettagli interpretativi, è il caso di attendere i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono i requisiti per i materiali da rispettare per l’Ecobonus 110 %?

Non è previsto nulla di specifico, salvo per i materiali isolanti per il cappotto termico che devono rispettare i CAM-Criteri ambientali minimi.

Quale è la ripartizione nel tempo della spesa degli infissi e delle schermature inseriti nell’intervento complessivo?

Sia nel caso di utilizzo diretto della detrazione che nel caso di cessione del credito di imposta, il periodo di detrazione è di 10 anni. Su quest’ultimo punto vi sono dubbi interpretativi che dovrebbero venir chiariti dall’Agenzia delle Entrate entro il 20 giugno 2020.

Qual è la spesa massima ammissibile per infissi e schermature?

Il limite massimo di detrazione per gli infissi e le schermature è di 60.000 euro per ciascun intervento.

Quali interventi ‘secondari’, se inseriti all’interno dell’intervento complessivo, possono essere agevolati con la detrazione dell’ecobonus 110 %?

L’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari sono compresi se l’intervento è eseguito congiuntamente a quello complessivo che consente l’ottenimento dell’Ecobonus 110%. I serramenti possono contribuire al raggiungimento del salto di due classi energetiche che dà diritto all’Ecobonus 110%.

Quali sono i massimali di spesa ammissibili per gli interventi complessivi?

Cappotto in condominio e in casa unifamiliare: 60 mila € per unità immobiliare

Impianto in condominio e in casa unifamiliare: 30 mila € per unità immobiliare

Quali altre condizioni sono necessarie per l’Ecobonus 110 %?

Se il contribuente esercita l’opzione di cessione del credito o di sconto sul corrispettivo prevista dall’art. 121, egli deve ottenere il visto di conformità da parte di un dottore commercialista o di un CAF che attesti la sussistenza dei requisiti che danno diritto alla detrazione di imposta. Lo prevede l’art. 119, comma 11.

Qual è il ruolo del termotecnico nei lavori da Ecobonus 110 %?

Avrà un ruolo fondamentale: è il tecnico che deve analizzare la situazione dell’edificio precedente all’intervento, suggerire gli interventi più opportuni, il rispetto dei requisiti tecnico-normativi di legge del progetto e dell’intervento, la situazione post-intervento e redigere la “dichiarazione asseverata”. In essa dovrà asseverare la congruità delle spese sostenute. A tale scopo si attende anche un decreto ad hoc del Ministero dello Sviluppo Economico.

Quali prestazioni energetiche deve raggiungere l’intervento?

Requisito indispensabile è che l’edificio faccia un salto di due classi energetiche testimoniato dall’Attestazione di Prestazione Energetica rilasciata da un tecnico abilitato “nella forma di dichiarazione asseverata”. Copia dell’asseverazione verrà inviata ad Enea per via telematica. Il Ministero dello Sviluppo economico dovrà emanare un Decreto per fissare la forma dell’asseverazione, entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del Decreto Legge n. 34.

Quali interventi complessivi sono necessari per ottenere l’Ecobonus 110 %?

Sono di tre tipi:

– in condomini e case unifamiliari: cappotto termico.

– in condominio: impianti centralizzati di riscaldamento e raffrescamento e acqua calda sanitaria con caldaie a condensazione, caldaie a pompa di calore con impianto fotovoltaico o di microcogenerazione

– in case unifamiliari: caldaie a pompa di calore con impianto fotovoltaico o di microcogenerazione.

A quali edifici non si applica?

Sono esclusi dall’Ecobonus 110%:

– gli immobili strumentali

– gli immobili di Onlus

– edifici unifamiliari diversi dall’abitazione principale

A quali edifici si applica?

Prime e seconde case in condominio

Prime case unifamiliari

Chi sono i beneficiari dell’Ecobonus 110 %

Sono:

– persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni)

– Istituti Autonomi Case Popolari (IACP) e simili;

– cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

In quale periodo di tempo vanno eseguiti i lavori per potere accedere all’ Ecobonus 110 %

Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021

Che cosa dice l’articolo 121?

L’articolo prevede la trasformazione delle detrazioni fiscali del 110% delle spese documentate e sostenute in sconto in fattura e in credito d’imposta cedibile senza limiti “ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

Che cosa prevede l’articolo 119?

Contempla l’innalzamento delle agevolazioni per alcuni interventi già previsti dall’Ecobonus e dal Sismabonus fino al 110% delle spese documentate e sostenute (finora al massimo erano rispettivamente al 75% e all’85%) con la possibilità per le persone fisiche di detrarre tale al 110% dalle proprie tasse in 5 anni invece che in 10 anni.

Quali sono gli strumento di lancio dell’ecobonus 110 %

Sono gli articoli 119 e 121 contenuti nel Decreto-Legge Rilancio:

  • Art. 119 Incentivi per efficientamento energetico, Sismabonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.
  • Art. 121 Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile.

Per la messa in pratica dell’operazione occorrono alcuni documenti attuativi. Si tratta di una Circolare dell’Agenzia delle Entrate e di due Decreti del Ministero dello Sviluppo economico.

Quali sono gli obiettivi dell’Ecobonus 110 %?

Creare occupazione e riqualificare dal punto di vista energetico il patrimonio immobiliare, in particolare i condomini e le case unifamiliari di proprietà. Sono milioni gli edifici che in genere rappresentano dei veri e propri buchi energetici. Se l’operazione avrà successo, si otterranno strutture energeticamente più efficienti, meno inquinanti e più confortevoli. Un effetto non secondario dell’operazione è l’incremento di valore dell’immobile.

Dove trovo il provvedimento?

È contenuto nel Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 128 del 19 maggio, che è entrato subito in vigore. Il provvedimento contiene misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Andrà convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. In fase di dibattito parlamentare potrebbe essere modificato.

Ecobonus 110%: che cos’è?

Detto anche Superbonus 110%, è un provvedimento che vuole imprimere una fortissima accelerazione all’attività di riqualificazione edilizia in brevissimo tempo, indirizzandola verso la cosiddetta transizione energetica. In parallelo è previsto un Sismabonus 110% finalizzato alla riduzione del rischio sismico degli edifici di buona parte d’Italia.

Che cosa è lo sconto in fattura?

Lo sconto immediato in fattura è a tutti gli effetti una ‘cessione del credito’ immediatamente concessa dal fornitore al momento stesso dalla fornitura; la detrazione fiscale connessa all’intervento e destinata a chi sostiene la spesa viene ceduta al fornitore il quale, in cambio, decurta la sua fattura applicando uno sconto ‘fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto’.

Che cosa prevede l’art. 121 del Decreto Rilancio?

L’art.121, per come è stato approvato, promuove entrambe i meccanismi; in più consente una illimitata circolazione del credito, cosa precedentemente limitata a soli due passaggi.

Come mai con l’art. 121 ritorna lo sconto in fattura? Non era stato abolito?

No, lo sconto in fattura da cessione del credito dell’Ecobonus ex articolo 10 del Decreto Crescita non è mai stato abolito ma è stato solo confinato dalla legge di Bilancio 2020 “unicamente per gli interventi di ristrutturazione importante di primo livello” ex DM 26 giugno 2015 “per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro”.
L’articolo 121 del DL Rilancio riprende questo meccanismo e lo allarga a tutti i soggetti coinvolti negli interventi previsti al comma 1 dell’art. 119 e lo estende ad un’ampia serie di interventi: recupero del patrimonio edilizio, interventi di efficienza energetica (quindi anche infissi e serramenti), misure anti-sismiche, recupero e restauro di facciata, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Quali interventi sono coperti da sconto in fattura e cessione del credito previsti dall’art.121?

Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono applicabili a tutti gli interventi che fanno capo al cosiddetto Bonus Casa, all’Ecobonus (sia nella forma tradizionale sia nella nuova introdotta dall’articolo 119), al Sismabonus, al Bonus facciate introdotto dalla scorsa legge di bilancio, all’installazione di pannelli fotovoltaici (che godano di incentivazione ai sensi dei commi 5 e 6 dell’art.119), all’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Gli interventi agevolati e coperti da cessione del credito e sconto in fattura sono i seguenti:

– Recupero del patrimonio edilizio;

– Efficienza energetica;

– Adozione di misure antisismiche;

– Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti;

– Installazione di impianti fotovoltaici;

– Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

In quale periodo temporale devono essere stati effettuati tali interventi?

La possibilità si riferisce alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021. Le spese possono essere sostenute anche tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2020. L’Ecobonus 110% copre invece le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Esiste un limite massimale in euro per ogni intervento coperto da sconto in fattura e cessione del credito previsti dall’art.121?

No, i limiti riguardano la scansione temporale delle rate, che segue quella cui aveva diritto il cliente che per primo ha maturato il diritto alla detrazione.

Che cosa posso compensare con il mio F24 se decidessi di coprire autonomamente le richieste dei clienti?

I tributi che rientrano negli F24 ordinari e accise sono utilizzabili per la compensazione. Quindi: IVA, IRES, IRAP, IMU, TARI, Contributi INPS e INAIL, IRPEF dipendenti e assimilati, Ritenute e Accise. Esiste un limite massimo cumulativo da rispettare che è stato portato a 1 milione di euro dall’art. 147 del DL Rilancio Incremento del limite annuo dei crediti compensabili tramite modello F24.

Quando sono autorizzato a compensare?

Sulla disponibilità effettiva del credito, il Decreto non si pronuncia; nel caso del precedente (L.205/2018) il credito maturava a marzo dell’anno successivo l’intervento. Nel caso dell’art.10 del DL Crescita del 2019 (cosiddetto Sconto Immediato) il credito era immediatamente utilizzabile.

Devo far sottoscrivere al cliente un contratto con il quale egli mi cede il credito di imposta da Ecobonus 110%?

Più che un ‘contratto’ il cliente dovrebbe esibire la ricevuta dell’avvenuta cessione che viene stampata dal portale dell’Agenzia. Quindi sarà il cliente a doversi munire del proprio PIN ed effettuare la comunicazione dell’avvenuta cessione.

Se in un certo anno non posso compensare, che cosa succede ai crediti di imposta di quell’anno?

Nella versione attuale del DL Rilancio, una rata che non è stato possibile utilizzare in compensazione viene persa.

Devo cedere tutto il credito di un’operazione o posso cederne una parte e una parte tenermela per me?

Per analogia con i meccanismi attualmente in essere, il credito può essere ceduto in tutto o in parte. Tuttavia, sarà meglio aspettare eventuali pronunciamenti dell’Agenzia.

Decidessi di applicare lo sconto in fattura, posso decidere la percentuale da applicare? C’è una massimale da rispettare?

Il capoverso a) del comma 1 parla di “un contributo sotto forma di sconto”, non fissando un obbligo sulla “quantificazione” di tale sconto, specificando solo che non potrà superare il valore del corrispettivo. Sicuramente questo punto verrà meglio chiarito in futuri provvedimenti dell’Agenzia.

Se il mio cliente ha dichiarato dati non veritieri all’Enea, io fornitore di serramenti che cosa rischio?

Il principio generale è che la responsabilità della singola cessione sia sempre in capo al cedente e non al cessionario. Quindi l’azienda non rischia se il cliente dichiara il falso. Essa rischia quando dovesse a sua volta cedere il credito in modo scorretto. Al comma 7 viene però richiamata una “responsabilità in solido del fornitore” nel caso in cui sia accertato un concorso nella violazione. Va sottolineato che l’articolo 119 che regola il Superbonus 110% chiede esplicitamente che il professionista incaricato sia responsabile anche degli aspetti economici della transazione, per evitare abusi. Tuttavia, questa clausola vale solo per il Superbonus 110% e non per tutte le altre detrazioni che potrebbero essere oggetto di cessione.

Quando la cessione del credito va comunicata all’Agenzia delle Entrate?

La cessione dei crediti va comunicata all’Agenzia delle entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello dell’effettuazione delle spese che danno diritto alle detrazioni. Le regole sono stabilite dal provvedimento del 18 aprile 2019 (punto 4) dell’Agenzia delle Entrate.

Da quando è stata introdotta la cessione del credito?

Dal 1° gennaio 2016 è prevista la possibilità di cedere il credito derivante dalla detrazione Irpef spettante per gli interventi di riqualificazione energetica. Lo ha previsto il comma 74 dell’art. 1 della legge di stabilità 2016, che ha consentito ai contribuenti cosiddetti “incapienti fiscali” di cedere a fornitori un credito pari alla detrazione spettante. La misura riguardava i lavori di efficientamento energetico effettuati sulle parti comuni degli edifici. Nel corso degli anni la cessione del credito è stata allargata a tutti i soggetti, capienti e incapienti.